Con il termine “sindrome metabolica” non si fa riferimento a una singola patologia, ma a un insieme di fattori predisponenti che collocano il soggetto in una fascia di rischio maggiore per malattie come diabete e problemi cardiovascolari.
La diagnosi si basa sulla misurazione di alcuni semplici parametri tra cui la circonferenza addominale (> 94 cm nell’uomo o > di 80 cm nella donna). L’eccesso di grasso a livello addominale (conformazione a mela), in particolare quando si traduce in un alto rapporto vita-fianchi, aumenta il rischio di sviluppare questa sindrome.
Le cause sono da ricercare in una combinazione di scorrette abitudini (dieta e scarsa attività fisica) e predisposizione familiare (genetica). Queste cause portano all’accumulo di grasso addominale, che a sua volta ha un ruolo determinante nel favorire diversi fattori di rischio.
La prevenzione – mantenimento del peso forma, attività fisica e dieta bilanciata – è la miglior terapia della sindrome metabolica; per contrastarla, è necessario associare uno stile di vita attivo a una dieta equilibrata.
In generale, è importante porre particolare attenzione al consumo di carboidrati semplici (in primo luogo quelli contenuti nelle bibite, nei succhi di frutta e negli snack dolci), all’apporto di sodio e all’assunzione di grassi animali e vegetali (margarina). Bisogna privilegiare quindi carboidrati complessi e ricchi di fibre come i legumi, i cereali e la pasta al dente.Anche la moderazione calorica è molto importante, poiché il sovrappeso è il filo conduttore che lega la maggior parte dei casi di sindrome metabolica; di conseguenza raggiungere il peso forma consente quasi sempre di riequilibrare i valori glicemici, lipidemici e pressori.